Iniziai a Via Verniere (dove "ci restavamo volentieri", citando uno slogan anti-trasferimento in voga all'epoca) nel novembre 1976 . All'ingresso sulla destra c'erano un paio di stanze dove erano alloggiate due perforatrici di schede e nella seconda un HP 2100S con "memoria a nuclei di ferrite" a 16bit (1024k di memoria totali). L'armadietto, perchรจ cosรฌ appariva simile ad un frigo (anche se menava calore), aveva nella parte superiore un pannello con 16 tasti luminosi/spenti piรน altri di servizio che consentivano, volendo, la programmazione direttamente in linguaggio macchina in binario accendendo o spegnendo, premendoli, i singoli tasti (quanti lo hanno fatto dopo?).
La parte inferiore del "frigo" era destinat a disco rigido, una "pizza" rimovibile, e un lettore di nastro cartaceo. Collegati a parte vi erano un lettore di schede ed una teletype.
Le schede erano utilizzate due volte. La prima volta normalmente, la seconda girandole in quanto le istruzioni in Fortran, unico linguaggio disponibile, erano lette solo per i primi 80 caratteri.
Predisposto nel lettore il pacchetto di schede del programma ed eventualmente i dati (questi volendo potevano essere inseriti anche via teletype a programma in esecuzione), si passava alla teletype per dare le istruzioni del sistema operativo: lettura schede, lancio compilazione, nel caso di mancanza di errore lancio linker ed esecuzione. Confrontato alle macchine di solo pochi anni dopo un delirio!.
Max M., mio collega di corso, per imparare le istruzioni del sistema operativo, i cui manuali erano chiusi a chiave in un armadietto, a fine giornata si portava a casa la strisci di carta stampata della teletype per studiare la sequenza di istruzioni particolari che qualche collega o professore che ne sapeva di piรน aveva utilizzato per la macchina.
