Macintosh 128k

Macintosh 128k

   
  • Produttore: Apple
  • Inizio vendita: 24 gennaio 1984
  • Fine vendita: 1º ottobre 1985
  • Prezzo di lancio: $ 2.495
  • CPU: 68000 8MHz
  • Frequenza: 7,83 MHz
  • RAM di serie: 128 KB
  • Display incorporato: CRT da 9″
  • Drive incorporati: 1 FDD da 3,5″ e 400 KB
  • Risoluzioni video: 512×342
  • Disco rigido: non presente
  • Porte: 2 seriali (modem e stampante), 1 porta mouse, 1 porta tastiera, 1 porta FDD, 1 uscita audio
  • SO di serie: Mac OS
Macintosh 128k​

Storia

Il Macintosh, spesso abbreviato in Mac, è un personal computer commercializzato da Apple Computer dal 24 gennaio 1984 al 1º ottobre 1985. 

Dopo l’introduzione del Macintosh 512K (essenzialmente lo stesso computer, ma con la memoria RAM portata a 512 KB), per distinguerlo da quest’ultimo è stato ribattezzato Macintosh 128K.

Da questo sono derivati in seguito diversi personal computer comunemente indicati come Macintosh classici. È il capostipite dell’omonima famiglia di computer tuttora commercializzata ed all’epoca è stato considerato un prodotto rivoluzionario, che ha cambiato il mondo dei computer rendendo il loro uso facile ed intuitivo grazie alla sua innovativa interfaccia grafica.

Il nome è stato scelto da Jef Raskin, l’esperto di interfacce di computer che ne sviluppò il progetto, che ha chiamato così il computer per via della qualità (cultivar) di mele che preferiva, le McIntosh.

 

Caratteristiche

Il computer era alloggiato all’interno di un case realizzato in materiale plastico di colore beige fornito di una rientranza nella parte superiore posteriore che poteva essere utilizzata come maniglia per il trasporto dello stesso.

Il primo modello di Macintosh non era espandibile. Era stato progettato come un dispositivo autosufficiente e completo. Era fornito di 128 KB di memoria RAM, una memoria doppia rispetto agli altri computer. 

Era dotato di connettori solo per collegare la tastiera, il mouse, la stampante, il modem, il floppy disk esterno e un altoparlante monofonico. Tutte le periferiche utilizzavano connettori proprietari e diversi, il che impediva all’utente di inserire uno spinotto in una presa errata, ma nello stesso tempo lo legava ai prodotti Apple.

Il computer comprendeva un alloggiamento (drive) per un floppy disk da 3,5″ e 400 KB di capacità e non supportava nessun disco rigido. All’epoca un singolo floppy disk era ritenuto più che sufficiente per contenere l’intero sistema operativo, le applicazioni più comuni e i file creati dall’utente: il floppy disk da 400 KB era considerato molto capiente se paragonato ai 128 KB che offrivano i floppy disk della concorrenza e veniva quindi usato come oggi si usa l’hard disk principale dei PC. 

L’unità “computer + monitor” originale comprendeva un monitor monocromatico da 9 pollici in grado di mostrare immagini con una definizione di 72 punti per pollice; questo tipo di monitor verrà utilizzato in molti modelli futuri. La tastiera non era dotata di tastierino numerico separato e non aveva i tasti freccia: quest’ultima fu una scelta di Steve Jobs, che intendeva così “obbligare” gli utenti a usare il mouse ed abituarsi alla nuova interfaccia. Il mouse aveva un solo tasto. 

Il Macintosh non era dotato di alcuna ventola di raffreddamento ed era quindi un computer molto silenzioso, in quanto Steve Jobs era il principale sostenitore dei computer senza ventola. La mancanza della ventola però provocò danni causati da surriscaldamenti a numerosi computer e quando Jobs venne estromesso da Apple gli ingegneri finalmente poterono inserire la ventola nei case in modo da risolvere questo problema.

 

* Le informazioni sulla macchina all’interno del Centro di Calcolo sono state realizzate sulla base di documenti reperiti presso l’Archivio Storico dell’Università degli Studi di Salerno.