{"id":3175,"date":"2023-02-27T15:48:33","date_gmt":"2023-02-27T14:48:33","guid":{"rendered":"https:\/\/50anni.informatica.unisa.it\/?page_id=3175"},"modified":"2023-03-17T16:03:41","modified_gmt":"2023-03-17T15:03:41","slug":"la-storia-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/50anni.informatica.unisa.it\/index.php\/la-storia-2\/","title":{"rendered":"La Storia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">La Facolt\u00e0 di Scienze ebbe da subito l\u2019esigenza di dotarsi di un elaboratore elettronico per la costituzione di un centro di calcolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 09\/04\/1975 il consiglio di facolt\u00e0 nomin\u00f2 una commissione formata dai professori Andrea Maggiolo Schettini, Gennaro Petraglia, Mario Troisi e dagli studenti Esposito e Napoli. A loro fu dato il compito di verificare i problemi legati alla sistemazione a un elaboratore elettronico a Salerno nei locali di via Zottoli, 16.\u00a0 Il primo ottobre del 1975 venne installato il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">G 105 <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">della Honeywell, preso in affitto con un contratto di locazione biennale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La gestione dell\u2019elaboratore venne affidata all\u2019Istituto di Scienze dell\u2019Informazione, ma gi\u00e0 a partire dal 1976, mutate le esigenze didattiche, il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">G 105<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> venne sostituito dall\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">H 62\/40 <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">sempre di marca<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">Honeywell. I costi di noleggio, tuttavia, resero insostenibile la gestione economica delle nuova apparecchiatura e il fondo di \u00a3 52.788.000 istituito per il mantenimento delle macchine risult\u00f2 esaurito in pochi mesi (1978). L\u2019eventuale dismissione dell\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">H 62\/40 <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">non avrebbe consentito di soddisfare la didattica in quanto il piccolo elaboratore <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">HP 2100 S <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">a 16 K di memoria avrebbe a malapena coperto le esigenze del primo biennio e sarebbe stato del tutto insufficiente per quelle del secondo. Si sarebbero compromesse, inoltre, anche le sperimentazioni in atto con altri organismi dell\u2019Universit\u00e0 di Salerno e l\u2019esistenza stessa del corso di laurea in Scienze dell\u2019Informazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 16\/05\/1978, la professoressa Maria Marinaro, preside della Facolt\u00e0 di Scienze, relazion\u00f2 sulle difficolt\u00e0 di gestione del Centro di calcolo proponendo di creare un organismo autonomo normato da un regolamento che ne consentisse una conduzione virtuosa dal punto di vista amministrativo e dotato di un consiglio direttivo, un responsabile della gestione tecnica e uno per la parte amministrativa. In questo modo si coinvolgeva il Consiglio di amministrazione dell\u2019Universit\u00e0 che avrebbe dovuto stanziare una somma annua per far fronte alle spese di noleggio e di gestione del nuovo elaboratore elettronico <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">H 62\/40<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.Contestualmente, alla fine della discussione, la proposta venne accolta con delibera di consiglio di facolt\u00e0. Veniva cos\u00ec istituito il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Centro di calcolo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> della Facolt\u00e0 di Scienze [<\/span><a href=\"https:\/\/50anni.informatica.unisa.it\/index.php\/facolta-istituzione-centro-calcolo\/\"><b>delibera<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">].<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il nuovo assetto consentiva di soddisfare le esigenze di elaborazione elettronica legate all\u2019attivit\u00e0 didattica e di ricerca della facolt\u00e0 e di proporre eventuali convenzioni con altri enti secondo un regolamento e un tariffario. La gestione del centro avveniva tramite un consiglio direttivo composto da sei docenti eletti dalla Facolt\u00e0 di Scienze, da un rappresentante del personale tecnico del Centro e un responsabile amministrativo, nominato dal rettore su proposta della facolt\u00e0 e scelto tra i membri eletti del consiglio direttivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1979 il centro di calcolo di via Zottoli a Salerno \u00e8 costituito dalle seguenti macchine [<\/span><a href=\"https:\/\/50anni.informatica.unisa.it\/index.php\/facolta-relazione-su-via-zottoli\/\"><b>consiglio di facolt\u00e0 16\/01\/1979<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">] da un sistema <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">H 62\/40<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> della Honeywell configurato con<\/span><\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Un\u2019unit\u00e0 centrale con memoria di 128 k;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">due unit\u00e0 di lettura\/registrazione di cassette magnetiche;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">una console operativa;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">una stampante parallela con velocit\u00e0 di 200 righe\/minuto;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">un sottosistema a dischi magnetici tipo MSUO112 con due moduli di cui uno amovibile con capacit\u00e0 complessiva in linea di 11.6 milioni di bytes;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">un terminale video sincrono VIP 775;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">software GCOS, COBOL, FORTRAN;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">una perforatrice;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">un quadro elettrico.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Presso il centro era installata una seconda unit\u00e0 a disco tipo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">MSUO112<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Costituivano parte integrante del centro anche:<\/span><\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Data Entry DE 520;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Lettore di schede CR 300<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">entrambi in locazione gratuita dalla Olivetti. Tuttavia, l\u2019azienda face presente come non fosse pi\u00f9 possibile tenere gratuitamente le apparecchiature proponendo un prezzo di locazione di \u00a3 700.000 al mese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 30.10.1981 il Consiglio d\u2019Amministrazione dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Salerno, presieduto dal rettore Vincenzo Buonocore, deliber\u00f2 di acquistare dalla Digital Equipment S.p.a. il sistema <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">VAX 75<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">0, come specificato sotto le sigle <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">SVUBXWAA-AN<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> RM03-AD<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (offerta del 09\/10\/1981). La gestione della struttura non venne assegnata all\u2019Istituto di Scienze dell\u2019Informazione e fu nominata una Commissione che formulasse una proposta di regolamentazione della struttura [<\/span><a href=\"https:\/\/50anni.informatica.unisa.it\/index.php\/19811030-cda-verbale-non-assegnazione-vax-emotivazioni\/\"><b>consiglio di Amministrazione<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">].<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tuttavia, il consiglio di Amministrazione dell\u2019Universit\u00e0 di Salerno nella riunione del 02\/06\/1982 deliber\u00f2 di affidare la struttura del Centro di calcolo all\u2019Istituto di Scienze dell\u2019Informazione per far fronte alle esigenze didattiche del corso di laurea [<\/span><a href=\"https:\/\/50anni.informatica.unisa.it\/index.php\/19820602-cda-affidamento-allisi-del-vax-750\/\"><b>delibera<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">]<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 6 luglio del 1982 il sistema <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">VAX 750<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> della Digital Equipment venne collaudato nei locali del Centro di Calcolo alla presenza dei professori Alberto Apostolico, Renato Capocelli, Filomena de Santis, Emanuela Fachini, Enrico Fischetti ed il tecnico laureato ingegnere Esamuele Santoro <\/span><b>[<\/b><a href=\"https:\/\/50anni.informatica.unisa.it\/index.php\/19821011-isi-verbale-collaudo-vax-750\/\"><b>scheda collaudo<\/b><\/a><b>]<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Risultavano in dotazione all\u2019Istituto di Scienze dell\u2019Informazione anche un sistema <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">PDP\/11\/34<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, quattro sistemi a microprocessore <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Digital VT 103<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> con relative stampanti <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">LAX 180<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, un sistema <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Zelco Zilog<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, ed un <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Olivetti TS 621 <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">[<\/span><a href=\"https:\/\/50anni.informatica.unisa.it\/index.php\/19821115-isi-regolamento-uso-centro-di-calcolo-2\/\"><b>si veda regolamento d\u2019uso sistemazioni di Elaborazioni dell\u2019ISI<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 27\/02\/1985 veniva installato presso il Dipartimento di Informatica ed Applicazioni il sistema di calcolo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">VAX 11\/785 <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">composto da\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">un\u2019unit\u00e0 centrale a 32 bit con una memoria MOS da 2 MB espandibile fino a 32;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Cabinet con alimentatore e backplane DD11-DK;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">Una licenza operativa VAX\/VMS QE001-DZ.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>I ragazzi del Centro di Calcolo<\/strong><\/h4>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">di Pippo Cattaneo<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La storia del centro di calcolo si interseca con quella di un gruppo di giovani ricercatori che contribuirono allo sviluppo di Informatica all\u2019Universit\u00e0 di Salerno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel febbraio del 1983 vennero stipulati otto contratti ex art. 23 per tecnici laureati (poi futuri ricercatori) che si sarebbero occupati dei laboratori del Dipartimento. Antonio (Esposito) e io fummo destinati al laboratorio <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">personal computer<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">IBM<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> dotato di circa venti\u00a0 PC IBM con processore 8086 a 64 Kb di RAM e floppy da 170 Kb.\u00a0 Luisa (Gargano), Alfredo (De Santis), Alberto (Postiglione ), Giancarlo (Nota), Mara (Angela Guercio) e\u00a0 Nivia (Virginia Giorno), invece, gravitavano attorno alla <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Sala Vax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che veniva usata prevalentemente per il corso di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Sistemi I<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> del prof. Enrico Fischetti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il nuovo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax 785<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> era configurato con 4 Mb di RAM, un disco RA81 da 400 Mb, un disco mobile RA60 da 200 Mb e un\u2019unit\u00e0 nastro autoloader da 6250 bpi anzich\u00e9 1600. Quest\u2019ultima installazione aumentava la capacit\u00e0 da 30 a 90 Mb ed era l\u2019orgoglio del professore Renato Capocelli. La macchina si componeva anche di una stampante LP11, una console e perfino un <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">adapter ethernet<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (anche se nessuno sapeva a cosa potesse servire). Completavano il pacchetto anche due terminali grafici Barco (sempre su linea seriale) ed una matassa di cavo coassiale giallo per ethernet.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A questo punto la sproporzione apparve netta: nel laboratorio personal computer si \u201cgiocava\u201d, nella sala vax si facevano le \u201ccose serie\u201d. Il professore Capocelli aveva concentrato nella sala Vax tutte le risorse economiche di cui disponeva, applicando un metodo che si sarebbe dimostrato vincente. Invece di disperdere i fondi fornendo ad ogni gruppo piccole cifre, sufficienti solo all\u2019acquisto di dotazioni di portata ridotta, concentr\u00f2 tutte le risorse in una unica infrastruttura, condivisa da ognuno e con caratteristiche rilevanti ed uniche nel panorama delle universit\u00e0 nazionali. La professoressa Amalia Nobile avvi\u00f2 anche delle tesi (ricordo ancora Tonino Sacco e Giovanni Forte che ahim\u00e8 subirono ritardi nella tesi a causa della sperimentazione di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Unix<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel contempo Alberto Postiglione, insieme ad Annibale Elia, aveva avviato una sperimentazione di informatica linguistica <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">VMS<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, poi per fortuna Annibale acquist\u00f2 un suo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax 750<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Altri ragazzi (allora studenti) si entusiasmarono a tal punto da passare praticamente l\u2019intera giornata nelle stanzette con i terminali. Ricordo, tra gli altri, Giancarlo De Vivo, Massimo Franco, e l\u2019immancabile Michele Pirone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo circa un anno si verific\u00f2 un episodio estremamente significativo: Capocelli al rientro da uno dei suoi viaggi negli Stati Uniti aveva portato con s\u00e9 un nastro con la distribuzione di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Unix BSD 4.2.<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mi chiam\u00f2 e disse: \u00absecondo lei possiamo installarlo anche noi sul nostro<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Vax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">?\u00bb. Confesso che la richiesta inorgogl\u00ec tutti, ma eravamo anche preoccupati perch\u00e9 comportava dei grossi rischi. Il problema principale era compromettere il sistema in quanto la probabilit\u00e0 di cancellare inesorabilmente l\u2019installazione di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">VMS<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che lo faceva funzionare era alta. Senza tralasciare il fatto che pagavamo una cifra significativa per la sua manutenzione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alla fine mi convinsi: provai dapprima sul <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax 750<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e funzion\u00f2 tutto al primo colpo, poi mi feci ancora pi\u00f9 coraggio e tentai un\u2019installazione sul disco mobile. Insomma il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> divenne una specie di mostro: di giorno veniva utilizzato con <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">VMS<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e la sera (dopo le 17.00) si trasformava in <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Unix BSD<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Peccato, per\u00f2, che a causa di un bug sul driver del disco UDA 50 dopo qualche minuto dal boot andava inevitabilmente in crash.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo ore passate a telefono con il supporto di Berkeley (non ricordo come si comunicasse), mi convinsi che occorreva aspettare che venisse rilasciato un nuovo nastro (bootabile) con le patch necessarie (poche righe di codice). Invece, come la manna dal cielo nel giugno del 1984 mi misi in contatto con un ricercatore francese, Yves Devillers, che aveva un altro <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax 785<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> presso Inria (Roquencourt, Versailles, Paris) ed aveva fatto la \u201cmitica\u201d patch. Come un buon padre di famiglia, attratto anche dalla costiera amalfitana oltre che dal <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, si mise in viaggio con la sua Renault 5, con al seguito la moglie ed il figlioletto di pochi mesi, e raggiunse Baronissi. Mangiammo tutti a mensa (si gli ospiti si accoglievano cos\u00ec) e poi subito a lavoro prima di andare in albergo. La sera, prima delle 20.00 il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> era su e non crashava pi\u00f9! Era nato!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Poco dopo lo accompagnai in albergo (rigorosamente Hotel Plaza) e ci demmo appuntamento per il giorno successivo. Il problema serio, a questo punto, era gestire la convivenza e la sopravvivenza dei progetti fortemente legati al <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">VMS<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Renato Capocelli cerc\u00f2 di convincere tutti e per qualche mese continu\u00f2 la \u201cdoppia vita\u201d del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, ma quando a luglio arriv\u00f2 Eugen Neidl per tenere un corso di Lisp, da buon tedesco escluse questa possibilit\u00e0 e soprattutto il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> la sera non doveva essere spento e restare sempre acceso (con <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Unix<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, sic!).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Eugen Neidl in persona cre\u00f2 i primi account: prima si usavano nomi generici: user, administrator, ecc., invece lui introdusse la regola: en=Eugen Neidle, pc=Pippo Cattaneo, fds=Filomena De Santis, ads=Alfredo De Santis, bdg=Bruno de Gemmis e cos\u00ec via.\u00a0 Da allora, Pino Cassiani ha creato migliaia e migliaia di account, passando alla regola 3+3 come alfcoz=Alfredo Cozzino).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Installammo sul <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> anche il linguaggio di programmazione <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Le Lisp<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che divenne indispensabile per svolgere i compiti che il tedesco ci aveva assegnato per tutto il mese e che controllava che noi portassimo a termine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ancora nel 1985, sulla scorta del successo dell\u2019anno precedente,\u00a0 Eugen Neidl tenne un nuovo corso e port\u00f2 con s\u00e9 un nuovo \u201cregalo\u201d. Grazie alle sue password francesi fu di fatto installato il primo nodo italiano <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Unix<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">! In sintesi via modem (a 1200 bps), il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0 fu connesso alla rete di macchine <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Unix<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che con il protocollo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">UUCP<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (Unix to Unix Copy), quello per intenderci con i bang \u201c!\u201d, permetteva l\u2019invio della posta elettronica. Neidl scelse anche il nome applicando la regola di tutti i nodi come MCVAX, LITP, IRCAM, INRIA e battezz\u00f2 il nostro <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax UDSAB <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(Universit\u00e0 di Salerno a Baronissi). Nessuno di noi cap\u00ec cosa significasse, ma funzionava.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A questo punto venne meno ogni dubbio: a funzionare doveva essere sempre e solo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Unix <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(BSD 4.2). Il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax 785<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> era dedicato alla ricerca, il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax 750<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> agli studenti per la didattica. Quindi come effetto collaterale, dopo l\u2019ultimo backup, il disco fisso (RA81) fu formattato e divenne il disco di boot del sistema <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Unix<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Si aumentava, cos\u00ec, lo spazio disponibile da 200 a 600 Mb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 inutile dire che i tecnici della Digital cercarono in tutti i modi di dissuadere Capocelli ribadendogli che in questo modo si sarebbe persa ogni forma di assistenza e possibilit\u00e0 di manutenzione. Ma neanche questo gli fece cambiare idea.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da allora, per migliaia di volte, Bruno De Gemmis compose a mano un numero telefonico francese attendendo che la mail partisse (ed arrivasse), poi, chiudeva la comunicazione e ricominciava. A Capocelli non parve vero poter disporre della stessa mail che utilizzavano i suoi corrispondenti amici negli States e soprattutto questa mail consent\u00ec a tutti i giovani ricercatori all\u2019estero di rimanere in contatto con i gruppi di ricerca locali e i propri amici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I successivi dieci anni di storia del Centro di Calcolo furono molto intensi e si raggiunsero traguardi molto\u00a0 importanti, tra i quali:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">disporre di TeX come Knuth;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">riuscire a stampare su una stampante laser (LN01);<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">integrare altre periferiche come la piccola stampante laser di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">apple<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> molto pi\u00f9 performante;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">rendere pi\u00f9 stabile il collegamento via modem con il resto del mondo (modem <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">autocalling <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">a 9600bps).<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel giugno del 1987 ci fece visita John Sechrest, l\u2019amministratore dei sistemi della Oregon State University che condivise\u00a0 con noi un po\u2019 della sua immensa esperienza fornendoci, ad esempio, come sistema per la gestione della mail l\u2019ambiente <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">MH<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (Mail Handler).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Presto il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax 750<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> divenne obsoleto e fu sostituito da un <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax 8200<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (con il sistema operativo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Ultrix<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> sempre dedicato esclusivamente alla didattica con il nome EDUDIA). Con il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax 8200 <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">arriv\u00f2 anche una nuova stampante LXY22.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per contenere i soldi della manutenzione, fu compresso tutto in un <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">microvax 3400<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. A questo punto Capocelli sulla base dell\u2019esperienza maturata negli Stati Uniti acquist\u00f2 (il primo in Europa) una macchina parallela <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Encore Multimax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> con 4 processori NS 32000. Il grande incremento di prestazioni, nel \u201890 port\u00f2 alla sua sostituzione con una nuova versione del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Multimax<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> molto pi\u00f9 performante. Quella precedente, invece, fu data in permuta e Capocelli, che in quegli anni stava passando a Roma per fondare Ingegneria Informatica. Dopo averla riacquistata la rese operativa con il mio aiuto nella sede di via Salaria (carnevale 1990). Tale operazione fu agevolata anche grazie a tutto il software che era stato raccolto a Salerno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Furono acquistate, successivamente, anche tre <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">workstation Sun<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">1<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(con processore Motorola 68030) a colori 2 BW che furono collegate alla rete.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A questo punto arriv\u00f2 anche il sostituto del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vax 785: <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">si trattava del piccolo server <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Alpha AXP 4000<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che aveva in dotazione sempre\u00a0 il sistema operativo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Unix <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(Thru64 di OSF) con ben 512 Mb di RAM (da 8 a 512) ancora visionabile presso il Dipartimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Successivamente, anche l\u20198200 fu sostituito da una macchina <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Alpha 2100<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (un po\u2019 pi\u00f9 piccola ma assolutamente sufficiente per il carico degli studenti).\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel \u201891 fu acquistata la prima workstation <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Sparc<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> dedicata alle comunicazioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un altro evento epocale fu l\u2019integrazione della rete <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">AppleTalk<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> con la rete ethernet. Poich\u00e9 molti disponevano di Mac e soprattutto gli strumenti di videoscrittura di Apple erano pi\u00f9 performanti (WYSIWYG) importai dalla Francia la cosiddetta <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">passarelle<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> un bridge tra le due reti che abilit\u00f2 l\u2019uso della stampante laser di Apple con un incredibile incremento di prestazioni. La LN01 aveva 170 Kb di RAM mentre la stampante di Apple, nonostante costasse trenta volte di meno\u00a0 (180 Ml vs 6 Ml), aveva 1 Mb in cui caricare font ed immagini,\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Negli studi oltre alle connessioni seriali per i terminali, cominciarono ad arrivare rete ethernet (cavo coassiale a 50 ohms) e la rete<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> appletalk<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (filo in rame non schermato) e molti utilizzarono i Mac come postazione di accesso al CED.<\/span><\/p>\n<p>Mi piace ricordare, infine, i tecnici che hanno seguito le strutture di calcolo. Si tratta di Esamuele Santoro (tenne il corso di calcolo numerico nel 1980), Bruno de Gemmis (responsabile del CED), Pietro Steardo (responsabile dei laboratori Personal Computer), Ivo Capezzone, Pino Cassiani, Carmen Rinaldi, Nicola Cirillo, Michele Pirone, Fulvio Marino, Alfonso Sessa e Michele Avellino. Quest\u2019ultimo ha personalmente saldato a mano tutti i connettori dei terminali (50 linee x 2 x 6 fili!). Non posso dimenticare, inoltre, Matteo Cotticelli, Walter Balzano e i tecnici assunti pi\u00f9 di recente Carlo Di Giampaolo, Luigi Catuogno e Nello Castiglione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Facolt\u00e0 di Scienze ebbe da subito l\u2019esigenza di dotarsi di un elaboratore elettronico per la costituzione di un centro di calcolo. 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